Packaging bottiglie di vino: 5 esempi unici

Immagina la tua cantina come una costruzione fatta con i Lego™. Se ti mancano dei mattoncini o qualcuno è fuori posto tutta la struttura rischia di crollare. I mattoncini che rappresentano il packaging per le tue bottiglie di vino sono fondamentali quindi controllali...
packaging bottiglia di vino
Roberto Bortolussi

Roberto Bortolussi

Diciamocelo chiaro, ci sono bottiglie che rimangono impresse più di altre e non solo per quello che contengono.

Il packaging nel mondo del vino è un elemento fondamentale in grado di influenzare pesantemente le vendite di una determinata bottiglia. Il successo di tanti vini blasonati è scaturito proprio da un packaging accattivante, confermato solo dopo dall’elevata qualità del prodotto.

Acquistare un vino esclusivamente per il suo contenuto è una pratica più da esperti di settore, categoria che però rappresenta il 2% del totale dei consumatori di vino.

Il restante 98% delle persone, invece, molto spesso si avvicina ad una bottiglia ancora sconosciuta proprio perché attratta dal packaging esterno.

Posso quindi affermare con certezza che il packaging di una bottiglia di vino sul piano del marketing è un aspetto da tenere in alta considerazione poiché funge da amo, da calamita in grado di attirare nuovi potenziali clienti, incuriosirli e spingerli all’acquisto.

Come fai a capire se il tuo packaging attuale ti sta aiutando ad incrementare le vendite oppure ti sta remando contro rendendoti la vita più difficile?

Una delle prime cose da fare è guardarsi intorno, osservare ciò che hanno fatto altri produttori nell’ambito del packaging e analizzare un po’ di casi singoli per costruire dei modelli da cui partire. Difficile? Niente affatto, perché lo faremo insieme in questo articolo.

Praticamente, caro produttore di vino, ti sto regalando i Lego™ per costruire la forma futura della tua azienda vitivinicola.

Prima di partire devo darti un avvertimento: devi avere tanto coraggio.
Questa è la base: avere la forza e la volontà di differenziarsi, di essere qualcuno di diverso. Di rimanere ben piazzato dentro la testa dei tuoi clienti e di farli innamorare di te e dei tuoi vini.

Pronto? Partiamo!

1) Jacquesson Champagne ha idee molto interessanti…

Un giorno poco dopo il 2000 un gruppo di matti decide di fare un salto pazzesco nel vuoto, una scelta coraggiosa: stiamo parlando di Jacquesson, uno champagne che tra i grandi è piccolo e che ogni anno migliora sotto tutti gli aspetti: qualità del prodotto, affezionamento al brand, utile netto, ecc…

Ora parliamo delle sue Cuvée: ogni anno esce la n° 7xx e ogni anno la sua versione 7xx con il Degorgement Tardiff (sboccatura tardiva), più una serie di piccoli crù (ti lasciamo il link per leggere il nostro articolo sulle etichette).

L’etichetta è semplice e minimalista, rosso su bianco c’è scritto “Cuvée n° 7XX” e poco altro. Proprio per questo motivo ogni anno l’appassionato ne compra almeno una bottiglia da collezionare. Ecco un bell’esempio di una strategia che permette di aumentare la ricorrenza d’acquisto dei clienti nonché la loro fedeltà e affezione al marchio.

Poi, altra scelta coraggiosa, tengono un po’ di vino in cantina da sboccare solo qualche anno dopo. Che risultato ottengono? Più complessità, più curiosità, più fatturato (le D.T. costano più del doppio delle edizioni normali).

Cosa puoi imparare da Jacquesson? Crea i presupposti per alimentare un acquisto ricorrente da parte dei tuoi clienti, crea diversi livelli di complessità e sii molto minimale per rimanere impresso nella testa degli acquirenti.

2) Dom Pérignon: unicità

Parliamo ora dello stemma, dello scudo e dell’etichetta più emblematica del mondo del vino: Dom Pérignon. Ancora una volta la Francia è maestra di marketing.

Tutto nelle bottiglie di Dom Pérignon è perfetto, dalla scatola che le contiene che ne fa intuire la preziosità, al collo con quella protuberanza sporgente che è unica nel mondo.
Ci sono persone che si tatuano sulla pelle il marchio Dom Pérignon (e non sono poche), altre che espongono le bottiglie o collezionano il loro sughero per farlo vedere agli amici.

Insomma, parliamoci chiaro: da DP c’è tutto da imparare! Hai mai provato a ragionare sulla forma della tua etichetta o della tua bottiglia?
Hai mai pensato di conferire preziosità alla tua bottiglia attraverso un elemento speciale o a lavorare in sinergia con un’artista per realizzare delle Limited Edition?

3) Cristal Champagne e la sua bottiglia fuori dai canoni

Ultima etichetta francese e poi si passa all’Italia, promesso.

Cristal di Louis Roederer: bottiglia chiara (ed ecco già la prima differenziazione) avvolta in un involucro ramato/trasparente che la rende sicuramente unica. A tal punto che “Ca’ del Bosco” ha sicuramente preso un grande spunto.

Il succo è: pensa diversamente, rendi i tuoi vini speciali ed unici! In questa maniera non potranno essere paragonati a nessun altra bottiglia e non soffrirai il confronto. Ci tengo a precisare che seguire questa indicazione non significa fare una cafonata, mi raccomando. Anche le idee creative più innovative devono comunque essere aderenti al posizionamento della tua azienda ed ai tuoi valori.

4) Bellavista wine e l’associazione con i colori

Sempre bollicine, ma questa volta ci spostiamo in Italia e più precisamente nel territorio della Franciacorta. Bellavista winery realizza una bottiglia unica e riconoscibile a distanza sugli scaffali di locali ed enoteche, l’etichetta é monocolore con una scritta chiara e posizionata molto in basso della media.

La cosa davvero più interessante é che ad ogni tipologia di vino è associato un colore:

Alma cuvée brut – arancione

Satèn – beige

Pàs Operé – azzurro

Rosé – rosa

Se ci pensi si tratta di associazioni molto semplici ma veramente molto potenti nella mente dei clienti grazie anche alla componente visiva molto diretta. Sostanzialmente in questo modo semplifichi il processo d’acquisto alle persone perché si ricorderanno facilmente tutta la gamma.

Inoltre sarà anche più semplice per tutti parlare e fare passaparola di queste bottiglie perché basterà richiamarle attraverso i colori “Bellavista, quello arancione“.

Semplificare aiuta. Sempre.

Oltre questo in Bellavista sfruttano ogni occasione per fare delle edizioni speciali e lo fanno sempre con grande stile!

5) Vino di Anna: packaging di un piccolo produttore

Adesso facciamo un viaggio in Sicilia dove ti porterò ad esempio una piccola cantina, biodinamica e naturale, che porta il nome di “Vino di Anna”.

Vino di Anna è riuscita a creare una bottiglia e un’etichetta che riflettono perfettamente la sua filosofia. E questo è un punto di forza per una cantina. La bottiglia è trasparente e fa intuire il colore del vino, l’etichetta invece è proprio lo specchio del naturale, un disegno di persone che pigiano il vino con i piedi “come si faceva una volta”.

Cosa puoi imparare da Anna? Che anche se sei un piccolissimo produttore puoi fare dei packaging semplici ma pazzeschi! Non è che puoi e basta, ti conviene.

Attraverso il packaging sei in grado di valorizzare meglio i tuoi vini e di comunicare più efficacemente i tuoi valori e la filosofia della tua cantina. Non é un aspetto che puoi sottovalutare e lasciare al caso!

Benissimo, con questo articolo ti ho mostrato alcuni mattoncini Lego per costruire il tuo nuovo packaging aziendale, ma se vuoi veramente fare un salto di livello e diventare un mago del marketing per la tua cantina guarda i 4 video gratuiti che ho preparato per te!

Ci sentiamo con il prossimo articolo qua sul blog Wine Me Up.

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Roberto Bortolussi

Roberto Bortolussi

Aiuto i produttori di vino a vendere più vino e a venderlo meglio grazie a delle accurate strategie di marketing e comunicazione.
Sono specializzato nel garantire risultati e tutti i produttori e le cantine con cui lavoro hanno incrementato il numero dei loro clienti e i margini di guadagno.
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